Sorsi di cultura russa
A Mosca sulla piazza della Lubjanka che, per una strana ironia della sorte, vede nel suo centro il grande e terribile edificio dell'ex KGB, sorge pure il grande magazzino "Detskij mir" che potremmo tradurre come "Mondo dell'infanzia".
In epoca sovietica in questo enorme negozio si vendevano giocattoli di ogni sorta destinati a quei figli della rivoluzione, che dovevano crescere nel modo migliore non solo attraverso il gioco e un sistema di istruzione selettivo e disciplinato, ma anche attraverso l'attività fisica e lo svago in gruppi organizzati.
Ai piccoli treni di legno, alle bambole e alle automobiline di latta si associavano i giovani pionieri (sul genere dei nostrani "balilla") e i campi estivi nelle zone più belle della grande nazione, cui tutti potevano partecipare.
I primi a pagare il crollo dell'URSS sono stati proprio i bambini: un fenomeno nuovo quello dei minori abbandonati e costretti a vivere per strada, a prostituirsi e rubare, esposti a ogni sorta di violenza e sfruttamento da parte degli adulti, si è presentato sotto gli occhi di una popolazione che fino a quel momento aveva fatto dell'istruzione e della salvaguardia delle giovani generazioni un punto d'onore.
D'altra parte in Occidente sembra che un'altra forma di sordità degli adulti nei confronti dei bisogni dei bambini, una forma diremmo forse "consumistica" di soluzione dei problemi, sta avallando ideologicamente una concezione che ritiene opportuno fornire a giovanissimi (addirittura in età presviluppo) psicofarmaci assai pesanti.
Le conclusioni le lasciamo ai lettori. Certo la domanda che ci si deve fare davanti a proposte così "oscene" è come mai invece il consumo di droga sia vietato, in particolar modo ai minori, perchè è chiaro che se gli psicofarmaci creano dipendenza già negli adulti figuriamoci allora nei minori che possono iniziare a consumarli tanto presto.
Tutte queste considerazioni servono a sottolineare che Samovar aderisce alla campagna lanciata da Psicocaffé NoProzac to Children ricordando che Dostoevskij sosteneva che il mondo non sarà mai libero finché esisteranno dei bambini sofferenti.
Certamente avevo capito che tu non avevi niente di personale nei miei confronti!
Speriamo allora che il tutto serva da buon esempio su come ci si debba comportare sul tuo, e non solo, sito!
Grazie, Rago
ciao rago il tuo è semplicemente un "casus belli". il punto è che la gente deve capire che su Samovar si scrive rispettanto tutti e tutte le idee. chiunque superi il limite sarà sempre censurato.
dunque niente di personale. cercavo solo di cogliere l'occasione per chiarire l'impostazione di questo blog.
Siccome, non solo qui, sono chiamato in causa per alcune divergenze tra me e Vronskij (altrove conosciuto con un altro nome) vi chiederei per cortesia di sospendere questa querelle che non porta da nessuna parte, tranne che andare fuori argomento rispetto al contenuti del blog.
La mia scarsa frequentazione qui non e' da attribuirsi a permalosismo acuto, semplicemente ho molto lavoro e sinceramente, piuttosto che scatenare risse verbali, preferisco leggere i post e quando possibile commentare il tema corrente, sperando che questo non susciti effetti collaterali.
Cat ti ringrazio per la tua tutela nei mie confronti, ma forse per un giudizio equilibrato dei due contendenti, sarebbe stato meglio lasciare visibili al pubblico tutti i commenti. Insommma uno deve rispondere delle proprie affermazioni.
A prescindere da questo, spero che l'argomento sia acqua passata e la questione possa considerarsi, auspicabilmente per il bene di tutti i lettori, DEFINITIVAMENTE CHIUSA.
Paka Rago
Ottima iniziativa!
onestamente c'era dell'altro che non mi sembrava giusto lasciare pubblicato qui sopra. quell'"altro" per rispetto di rago è stato cancellato. ci piacciono tutti i punti di vista. ma nel reciproco rispetto.
No, Cat, io non ho perso quello scambio con Rago. Proprio per questo posso dire che Vronskij non ha insultato nessuno.
Se a me un russo dice che non capisco abbastanza il russo, questo non è un insulto.
Posso sentirmi ferito nel mio orgoglio, se sono convinto di conoscere bene il russo, ma è un'altra cosa, non è un insulto.
ragazzi siberiano lo conosco bene e gli dò il bentornato visto che da un pò non si vedeva e sentiva. per quanto riguarda il beneamato vronskij kesha forse ti sei perso qualche scambio di opinione con rago... ;-) con me tutto "regolare". dunque chiedi a lui delucidazioni. io cmq l'ho censurato quando insultava, l'ultima volta proprio rago. a presto
Grazie, Kesha, saluti!
Devo aggiungere, che non pensate che io non abbia capito l'argomento.
I problemi degli abbandonati, della prostituzione, alcolismo ecc., esistono e si stanno aggravando. Però non sono stati cominciati dal collasso dell'Unione. Negli ultimi '80 la TV già faceva vederli, ad esempio nel programma famoso "Vsgljad". Anche se prima di quel tempo tutti questi problemi erano meno gravi, esistevano, ma erano nascosti dalle mass media. Oppure la milizia lottava contro le loro manifestazioni (i bambini che abitano in scantinati, in condotti termici).
Insomma, ti voglio bene e mi rendo conto che tutto questo è per i stranieri, ma questa volta in questa notizia i fatti sono troppo essagerati.
No, Vronskij non è tornato.
Lui è Siberiano, che saluto con simpatia.
Non mi sembra di avere mai letto commenti con insulti o offese, da parte di Vronksij, in tutta onestà. E il fatto che altri lettori lo reclamino lo testimonia.
Vronksij è critico, spesso molto diretto, ma non è mai offensivo.
Non volevo certo scatenare una bagarre, ma mi pare che il nostro amico sia tornato... o sbaglio?
Pffff. Cat, ora stai essagerando troppo, e sembra che tu cerchi di far il lettore piangere in modo holiwoodiano.
Be', sotto Stalin e un po' dopo, quando lo stato non era ancora sviluppato economicamente, c'erano problemi con le merci di consumo, i giocatoli erano più rozzi. Anche vincevano i progetti di produzione molto ideologizzati, ad esempio un idea che i bambini dovessero non giocare con quelli oggetti che non vedranno nella vita, ad esempio con elefanti giocattoli.
Però negli anni 70 e 80 i giocatoli erano più che normali. Io abito non a Mosca ricca, anche allora ho visto i "mondo dell'infanzia" nelle città più piccole e povere.
vronskij sa benissimo che quando non insulta la sottoscritta o gli altri lettori di Samovar è bene accetto da queste parti
Ma no...
Sappiamo tutti che Vronskij non scrive più perché i suoi commenti sono stati più volte criticati e censurati.
Questi segnali saranno certamente un chiaro segno di gradimento per lui, ma temo che se il desiderio di vederlo tornare a scrivere non venga espresso da Cat, difficilmente lo rivedremo.
diceva che era in partenza... chissà, magari si trova in terra d'Italia in questo momento
SIIIII!
Rivogliamo Vronskij!
VRONSKIJ-VRONSKIJ-VRONSKIJ
Salve, ma come mai vronskij non scrive più da un pezzo? Era una voce critica e animava le discussioni del blog.
Che succede?
Boh, io non so. Vedo la Russia odierna e, certamente, non e' lo stato migliore del mondo, ma dire che l'Unione Sovietica fosse nettamente migliore, non lo so.
ahi, ahi...che vuoi fare...l'Unione Sovietica aveva dei difetti, ma a quanto sembra anche dei pregi...meglio della poltiglia di oggi
alle 16:04
Vronskij
Oh, scusate, ho sbagliato lo scompartimento ...
Vronskij, passante